Viaggio in Basilicata: Melfi
 

:: MELFI

“Porta d’Apulia e baluardo Svevo”

Melfi sorge alle pendici del Vulture, vulcano spento in gran parate ricoperto da lussureggianti boschi, in un territorio abitato già dal Paleolitico.
Già abitata da Dauni e Sannitii, come attestato dai ritrovamenti di Acropoli dell' VIII - IV secolo a.C. , Melfi subì successivamente l' occupazione romana.
Fortificata dai Longobardi, nel Medio Evo Melfi acquistò una notevole importanza commerciale e strategica; per la sua fama di fortezza inespugnabile i Normanni ne fecero il loro capoluogo politico e amministrativo.

Nel 1042 Guglielmo d'Altavilla vi costruì il Castello, che verrà poi ampliato dagli Svevi e dagli Angioini. A Melfi nel 1090 papa Urbano II riunì un Concilo ove proclamò alcuni importanti canoni per condannare la simonia, ordinare il celibato ai chierici e riformare la disciplina monastica. Nel Castello di Melfi Federico II promulgò le "Constitutiones Augustales" del Regno di Sicilia, attraverso le quali riorganizzava il suo stato.
Gli Angioini apportariono alcune modifiche al maniero, aggiungendo la cortina esterna con torri quadrate e rettangolari. Nel secolo IX passò ai Doria, che ne trasformarono il corpo centrale per renderlo una residenza signorile.
Attualmente il castello presenta una cinta muraria con otto torri nel cui interno si trovano due corpi di fabbrica: uno svevo con la Torre del Marcangione e l'altro trasformato in residenza. E' sede del Museo Nazionale del Melfese , che espone materiale di varia provenienza e il sarcofago di Rapolla di origine asiatica, del II sec. d.C.

Oltre al Castello merita di essere visitato il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, costruito da Guglielmo il "Malo" nel 1153, ricostruito dopo il terremoto del 1564 in stile barocco. L' imponente Campanile Normanno conserva invece l' aspetto originario. All'interno del Duomo sono conservati un crocifisso ligneo del XV sec., e una tavola del XII sec. raffigurante la Madonna col Bambino fra due Angeli.

Di grande interesse anche la Chiesa rupestre di Santa Margherita, scavata nel tufo vulcanico dai monaci basiliani nel XIII secolo. Tra gli affreschi che ne ricoprono quasi interamente le pareti è presente la più antica raffigurazione sul tema del rapporto tra vita e morte rinvenuta in Italia, anticipatrice delle più note raffigurazioni di temi macabri all'interno degli edifici sacri. Si ritiene inoltre che i soggetti raffigurati siano Federico II e la sua famiglia.


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